LETTERA
DEL CARD. AGOSTINO CIASCA AL CONTE LUDOVICO PECCI
Gentilissimo
Signor Conte,
La notizia che Ella mi ha dato sul compimento dei lavori sul maestoso
monumento della Croce sulla vetta del monte Capreo, oggi giustamente
appellata "Punta Leone XIII" mi ha ricolmo di contento e
di gioia. Il merito principale di un 'opera così grandiosa
devesi a buon diritto tributare al Sovrano Pontefice, il quale con
tanta generosità si è degnato contribuire alle ingenti
spese cui si è dovuto far fronte. In secondo luogo si deve
ben meritata lode a codesto comitato locale e specialmente a Lei,
signor Conte, che, nella qualità dì Presidente effettivo
del medesimo non ha risparmiato fatica alcuna per conseguire il nobile
intento.
All' 'uopo per certo, niun luogo poteva essere maggiormente adatto
che quello sui monti Lepini, ove, per antica consuetudine, il popolo
di Carpineto soleva innalzare delle Croci in ossequio al Redentore
Divino, visitate altre volte con singolare pietà dal giovane
Gioacchino Pecci, che, oggi Leone XIII, dirige con inaudita sapienza
la combattuto navicella di Pietro.
Il simbolo della Redenzione che poggia su quella vetta e che richiama
gli sguardi delle genti lontane, irradii e diffonda, su quanti da
presso e da lungi lo mireranno, la pace più consolante e le
più elette benedizioni del cielo.
Voglia concedermi il Signore dì essere presente alla benedizione
ed inaugurazione del grande monumento, che spero avrà luogo
nella solennità del glorioso patrono di Carpineto. Intanto
la prego gradire i miei cordiali ossequi e credermi sempre
dell'Eccellenza vostra devotissimo servo vero
Agostino card. Ciasca Roma, 17 luglio 1901
Dall'eco del Pontificato, 25 agosto -1 settembre 1901