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IL
MONTE CAPREO
II
monte Capreo, dai capri selvatici di cui un tempo era popolato, forma
due punte estreme, separate da una lunga linea uniforme ed all'apparenza
piana con un poco di inclinazione verso la punta settentrionale. La
punta meridionale raggiunge l'altezza di m. 1470 sopra il livello del
mare, e la punta settentrionale m.1416. Il Capreo e la Semprevisa (m.1536)
che gli si trova a sud, e che n'è separata solo dal vallone del
Pozzo della neve (m.1337) occupano il centro del gruppo dei monti Lepini,
e ne sono le più alte vette. Il Capreo, formato da pietra calcarea,
nel versante carpinetano a levante si può dividere quanto a vegetazione
in tre zone: la più alta è formata da folti e splendidi
boschi di faggi di alto fusto; la seconda da carpini e ginepri nello
stato di arbusti; e la terza più bassa da bellissimi boschi di
castagni.
Il suo versante che guarda Carpineto è piuttosto uniforme ed
ha cinque dorsi-schiene: termina al suo pie in vallicelle e colli ricoperti
di olivi, viti ed alberi di frutti; e sopra uno di questi colli sorge
il convento dei Francescani e l'ospedale per gli uomini, e sopra un
altro il convento e la chiesa di S. Agostino. L'altro versante poi a
ponente, e che guarda la grande distesa delle Paludi Pontine, il mar
Tirreno colle sue isole, è frastagliato in mille guise e discende
giù a picco, a dirupi per terminare poi in piccoli monti o colli
su cui sorgono le città di Sezze (m.240), Bassiano(m.505), Sermoneta
(m.257) colla sua abbadia (m. 140) e Norma (343).
Nel fondo di uno di questi dirupi, in territorio di Carpineto, ha origine
l'abbondante sorgente della Fola (m.667), le cui acque sono state condotte
a Norma e a Cori. Sopra detta sorgente si erge un monte, nel cui altipiano
si veggono ancora i grandiosi ruderi dell' antica abbazia di Valvisciolo
(m.740).Il Capreo, colla Semprevisa, è il vero salvatore e benefattore
di Carpineto, perché quale baluardo lo difende dalla malaria
ed impedisce il passaggio dei cattivi miasmi che altrimenti gli giungerebbero
dalle paludi pontine, e che producono quelle pestifere febbri, di cui
tanto soffrono gli abitanti dei paesi soprannominati.
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