Tratto
dal libro "il Capreo monte di storia e di poesia"
a cura di Italo Campagna
PREMESSA
STORICA
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Per un evento storico e secolare, che vedeva il vecchio pontefice
Leone XIII, il carpinetano Gioacchino Vincenzo Pecci, raggiungere
i suoi eccezionali 90 anni e salutare così longevo il
XX secolo, si consacrò alla fede cristiana la punta del
Capreo, unitamente ad altre 19 vette d'Italia in altrettante
regioni.
Motivo di fermento nelle comunità lepine e di fervide
iniziative culminate nella solenne inaugurazione della croce
monumentale, che nell'anno 1901 fece riversare popolazioni e
muse sul Capreo.
Per l'occasione venne pubblicato un'introvabile numero unico
dell'Eco del Pontificato - Gazzetta del Clero, periodico romano,
25 agosto - 1 settembre 1901,con interessanti cronache su queste
indimenticabili manifestazioni (comitati, trattenimenti poetico-musicali,
inni, incisioni.)
Il monte Capreo pareva un rinnovato Elicona, patria della poesia
e della fede; e su tale scia ci siamo posti a rintracciare sia
documenti prima del glorioso evento leoniano che successive
ispirazioni poetiche per il nostro monte, divenuto simbolo stesso
della cittadina lepina di Carpineto.
Le fonti letterarie d'epoca accennavano al giovane Pecci come
colui che avesse caldeggiato già una elevazione di croci
in legno sul Capreo. In realtà un interessante documento
da me scoperto nell'archivio del convento francescano di san
Francesco a Ripa in Roma (pubblicato in "Karpineta"
storia e arte, guida turistica di Carpineto Romano, 1991) ricorda
già una solenne consacrazione religiosa nel secolo XVII:
"Nell'anno 1651 furono messe le tre croci nella metà
del monte Capreo con l'intervento del padre francescano presidente
ed altri tre padri di san Pietro, dell'arciprete don Pietro
Salvagni, Giovanni Battista Reggi uditore, signori Francesco
Mattei, Alessandro Gambetta, Francesco Brigante, Pietro Carella,
e maestro Domenico Cappellaro, quale portò la croce di
mezzo in spalla al detto monte, unitamente a Pietro Gonnella
e Cola Narduccio. Nella croce di mezzo oltre le benedizioni
particolari fu adornata delle reliquie dei santi Vittorio, Felice,
Fortunato e Fulgenzio: fu levata dal convento di san Pietro
e portata in detto monte processionalmente. Furono suonate tutte
le campane e sparate molte archibugiate per allegrezza e nella
montagna e nella terra" (Archivio S. Francesco a Ripa,
Memorie toccanti la fondazione di S. Pietro, ms).
Tali croci vennero sostituite solo nell'anno 1864:
"Furono benedette le tre croci nuove, essendo state atterrate
quelle collocate alla cima del monte Capreo dagli avi nostri."
(Archivio Comunale di Carpineto, Corrispondenza 1864), a cui
fanno confusamente riferimento le fonti leoniane.
Un monte carico di memorie, già ricordato anche in un
delizioso poemetto
di Giovandomenico Gessi, "jo Formale", pubblicato
dalTamministrazione comunale nell'anno 1995.
L'autore, prevosto nella chiesa Collegiata, prendendo a pretesto
il mitico fondatore di Carpineto, Carpeto Silvio, descrive in
deliziose ottave le fresche pendici del Capreo, glorificando
al tempo stesso il giovane prelato Gioacchino Pecci, che attorno
all'anno 1845 già fa prevedere con le sue virtù
un luminoso avvenire:
"Dell'algido Capreo sull'erte cime
un giorno io stavo a pascolar l'armento.
Nel mese quando il zaffiretto imprime
dolce tepore col suo soffio lento;
di belli fiori, e dell'erbe prime
si smaltano le piagge; e lo spavento
del folgore tace, e da la primavera
a Filli e Clori pace lusinghiera, (strofe I)
Tempro le corde alla mia cetra umile,
e gli alti pregi di Capreo io canto:
so ben che tra pastor son il più vile,
indarno a cantar mi sforzo tanto.
Dico che Gioachin è assai gentile
ed è superiore ad ogni vanto.
Il satiro importun lungi discaccio,
e nuova lena al canto mio procaccio, (strofe VI)
Chinava il sol in ver l'occaso, ed io assiso all'ombra d'un
largo faggio,
stanco di più cantar ivi dormio.
Mi parve fare in sogno aspro viaggio:
di Capreo giù discender dal pendio
non viddi più del sol l'amico raggio
rotolando all'ingiù di scoglio in scoglio
giunsi ad un antro, che mi die cordoglio, (strofe VII)
(Giovandomenico Gessi, Jo Formale, poemetto profetico su Leone
XIII pontefice, a cura di Italo Campagna, Comune di Carpineto
Romano, 1995).