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Glio "Cauto"
Sulla parte più alta di via Torricello ci sono gli avanzi di una antichissima torre di vedetta ed è difficile datare la sua costruzione in quanto non presenta alcuno stile particolare.
In questa parte del paese, chiamata volgarmente Cauto, emigrò parte della popolazione profuga dal castello di Monte Acuto (secolo XVI).
All'attento visitatore non possono sfuggire le continue epigrafi ed i bellissimi archi a tutto sesto in pietra che si trovano un po' ovunque. Così, tornando indietro da via Torricello, e percorrendo via Cavour troviamo al numero civico di detta via una vignetta, inserita in uno stemma con giglio, rappresentante un bue e un maiale recante la scritta proverbiale nell'antico dialetto:
COLA. JANI.
DANTONELLO
DE CASA CIMA
A. D. M.D.XX.IIII.
IHO. SO. BOVE
NOME FAR RAR
E QUANDO P
IOVE SE VO
CHE TE MECTA
LE MAISI BONE
IHO SO PORCO
NO ME
LASSARE NE
BIVO NE
MORTO |
COLAIANNI
D'ANTONELLO
DI CASA CIMA
ANNO DEL SIGNORE 1524
IO SONO IL BOVE
NON MI FARE ARARE
QUANDO
PIOVE SE VUOI
CHE TI METTA
LE MAGGESI BUONE
IL SONO IL PORCO
NON MI
LASCIARE NE'
VIVO NE'
MORTO |
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