Chiesa san Giovanni

 

Chiesa san Giovanni

Lasciando il Corso si scende nella parte più antica del paese, da cui si dipartono fughe di archi, vicoli ed artistici portali. Al numero 5 di via S. Giovanni, sul portone di una casa in rovina, c'è una lapide che indica come questo luogo fosse dall’inizio del Milleottocento una scuola pia per ragazze:

D.O.M.
PROVIDENTIA ET
LIBERALITA
TE PROBAE
FOEMINAE
ANGELAE
GIAMARIA SCHOLA
PIA
PUBLICAE
PUELLARUM
COMMODITATI
A.D. MDCCCII

PER LA
PROVVIDENZA E
LA LIBERTA'
DELLA PROBA
DONNA
ANGELA
GIAMMARIA (FU APERTA)
UNA SCUOLA PIA
PER LA PUBBLICA
UTILITA'
DELLE FANCIULLE

ANNO DEL SIGNORE 1802

A via della Cordonata 11 si legge una frase biblica:

VANITAS
VANITATUM ET
OMNIA
VANITAS MAR
ANT. DE
SALINIS
ANNO 1601

VANITA'
DELLA VANITA' E
TUTTE LE COSE SON
VANITA' MARC.
ANTONIO
SALINA
ANNO 1601

La chiesa di S. Giovanni, che si trova nell' omonima via, era officiata dall'arciprete. La facciata ha linee semplici, mentre svetta in alto la torre campanaria. Le bifore romaniche che si trovano in ogni lato del campanile furono prelevate nel passato da quello di S. Maria del Popolo. Nell'interno della chiesa ci sono due piccoli bassorilievi del 1447 rappresentanti due angeli. Gli affreschi moderni sono di Virgilio Monti. Scendendo nella parte più bassa del paese ci vengono incontro viuzze semibuie con archi, mentre le case si accavallano e delineano un paesaggio grigio e misterioso: ad un certo punto uno squarcio di verde! Al “Poggio”, cioè in via Verdesca 33, c'è una epigrafe in dialetto antico:

CHI. PIU. A. PIU.
LASSA CONPIU.
DE. LURI. PA.
(SSA)
(L) ASSA CHILLO.
CH. NO.
POPOR(TA)
(PO)RTA.
QUELLO CH NO.
POLAS(SA)

CHI PIU' HA PIU'
LASCIA CON PIU'
DOLORI
PASSA
LASCIA QUELLO
CHE NON
PUOI PORTARE
E PORTA
QUELLO CHE NON
PUOI LASCIARE