RITORNA, MIO, PASSERO SOLITARIO

Son due o più anni
che non vieni a svolazzar
su la mia torre antica
bel passero solitario:
forse, cresciuto, occupato
non mi son fermato
a rimirar, quell' azzurro planar,
ad ascoltar, quel superbo canto!
Perché, a nidificar, non torni
tra questi antichi muri
di calce spenta e di pietra bianca?
La torre è la stessa;
impavida, mostra i fianchi
ai quattro venti,
superba, nel tempo si è fermata.
Vieni; ti aspetta l' uomo
che dagli affanni preso,
torna ai sentimenti.
ad assaporar le tante cose belle.
Vieni, veder, vuole ancora,
il blu cobalto del tuo mantello,
risaltar, nei tramonti di fuoco acceso:
tempo passato, piccolo amico,
tempo di gioventù.

 

Cesare Maria Lepre